- allergie respiratorie che coinvolgono congiuntive, mucose delle alte o delle basse vie respiratorie;
- allergie cutanee che interessano le mucose digestive e respiratorie;
- allergie alimentari presenti nei primissimi anni di vita, che tendono a risolversi da sole.
Esistono reazioni cosiddette “crociate” tra due sostanze di natura diversa, in periodi diversi dell’anno. Il sistema immunitario protegge l’organismo da qualsiasi interferenza che possa minacciarne l’integrità. Nelle allergie alimentari scambia alcune proteine presenti nell’alimento (allergene) per una minaccia e reagisce rilasciando in circolo sostanze (istamina) che causano i sintomi (rinite, orticaria, congiuntivite, asma, eczema, fino a vomito, nausea e diarrea), a partire dalla seconda assunzione dell’alimento. Nella maggior parte dei casi il rilascio di istamina avviene solo localmente, nella mucosa venuta a contatto con il cibo; in caso di anafilassi, invece, la reazione è così violenta da coinvolgere l’intero organismo. I sintomi e le reazioni al consumo dell’alimento sono variabili da un bambino all’altro, per questo è importante diagnosticare precocemente un’eventuale allergia. La probabilità di sviluppare un’allergia è più elevata se uno o entrambi i genitori sono allergici. Non esistono prove certe che evitare il consumo di allergeni durante la gravidanza possa avere un effetto protettivo, mentre si ritiene che l’allattamento esclusivo al seno offra qualche protezione in più. Il Ministero della Salute sottolinea che un’eventuale condizione di allergia, sintomatica o asintomatica, non controindica le vaccinazioni (!).
In passato veniva consigliato di ritardare l’inserimento di alcuni cibi nella dieta del lattante, ma studi recenti stanno dimostrando il contrario. Nei bambini è nota la possibilità di un’evoluzione da allergia alimentare ad allergia inalatoria e da sintomi cutanei, quali l’eczema atopico, a sintomi respiratori come l’asma e la rinite allergica; tale evoluzione è nota come marcia allergica.
Nei primi mesi di vita il neonato reagisce all’istamina, quindi è possibile verificare una diagnosi di allergia tramite prove allergiche cutanee, o Prick Test. Nel bambino i test sono più attendibili a partire dai 3 anni. I test cutanei sono sicuri solo in ambito ambulatoriale e in qualunque periodo dell’anno, ed è consigliabile non effettuarli nella fase acuta. Se il bambino rifiuta il test si può ricorrere alla ricerca delle IgE specifiche per gli allergeni sospetti con un prelievo ematico, garantendo al bambino salute e buona qualità di vita.
I calendari pollinici elencano tutti i tipi di pollini (il sito dell’Associazione Italiana di Aerobiolgia, www.ilpolline.it, viene aggiornato costantemente):
- quelli della stagione invernale, come cipresso, nocciolo e ontano;
- gli estivi, come ambrosia e artemisia o il polline di amaranto.